E’ Facile riconoscerli, se sai come leggere l’etichetta

Oggigiorno il mercato offre tantissime alternative ‘green’ ai comuni detersivi chimici.
Ma sono davvero tutti ecologici come dichiarano?
Non basta una confezione verde e il prefisso eco per rendere un prodotto davvero tale.

In questo articolo vi sveleremo i trucchi per scegliere consapevolmente i migliori prodotti per lavare i vostri pannolini (e non solo), imparerete cos’è il fantomatico INCI e come si legge.

detersivi-ecologici

Inizialmente si puo’ restare spiazzati da sigle e nomi astrusi e complessi, ma state tranquilli!Non serve una laurea in chimica per valutare se un detersivo fa al caso vostro.Un avvertimento: scoprire cosa c’è dietro certi nomi puo’ generare un brivido d’orrore..Passa, ve l’assicuro, e al suo posto la conoscenza ci permette di fare scelte più salutari e consapevoli.

Parliamo di INCI

Sempre più spesso questo termine salta fuori nei post, su articoli o conversazioni.

Ma di cosa si tratta?

INCI è l’acronimo di International Nomenclature of Cosmetic Ingredients ed è un elenco obbligatorio per legge (96/335/CE) dal 1996 adottato a livello internazionale per la tutela del consumatore che riporta tutti gli ingredienti presenti.

-> Come si legge?

L’INCI riporta gli ingredienti che compongono il prodotto e questi vengono elencati a partire dalla concentrazione maggiore (questo vale per le sostanze che raggiungono concentrazioni superiori o uguali all’1%, mentre quelli in percentuale inferiore all’1% possono essere indicati in ordine sparso).

Per quanto riguarda i nomi usati, c’è un aspetto fondamentale che ci aiuta a capire cosa abbiamo tra le mani:i componenti di origine vegetale pura (che non hanno quindi subito modificazioni o trattamenti chimici) mantengono il nome in latino.

Un esempio semplice è quello degli olii vegetali:

Olio di oliva = Olea Europea fruit oil
Olio di ricino = Hydrogenated Castor oil
Olio di mandorle dolci = Prunus Amygdalus Dulcis oil

Se poi di fianco al componente c’è un asterisco* significa che deriva da agricoltura biologica e ci da un’ulteriore conferma della bontà del prodotto.

Tutti gli ingredienti che sono invece frutto di una sintesi chimica vengono scritti in lingua inglese o con codici numerici.

Le sostanze che vengono elencate sui prodotti sono spesso tante, diverse e non sempre è facile comprenderne il reale impatto sulla salute e sul pianeta senza una ricerca dettagliata.Ma non è il nostro scopo, noi non vogliamo prendere una laurea ad honorem per la detergenza (anche se vi assicuro che c’è di che appassionarsi ad approfondire l’argomento).Nella maggior parte dei casi, sarà sufficiente distinguere quelle da evitare assolutamente, e a questo scopo di seguito trovate un elenco delle principali.Una risorsa stupenda che vi puo’ esser d’aiuto è anche il BioDizionario di Fabrizio Zago, e l’app EcoBioControl.

Sostanze da evitare

partiamo dalle principali componenti da evitare per preservare nel tempo la qualità e le performance dei nostri amati lavabili (e non far decadere la garanzia del produttore)

– Sbiancanti ottici:
li troviamo sotto diversi nomi: DISODIUM DISTYRYLBIPHENYLDISULFONATE

Sono dei particolari additivi chimici aggiunti a molti detersivi che hanno lo scopo di riflettere più luce di quella che normalmente vedremmo.Senza addentrarci in nozioni di chimica e oftalmologia avanzate, il nome stesso ci suggerisce che il ‘bianco che più bianco non si può’ deriva da un’illusione ottica che aumenta la rifrazione della luce.Si tratta di sostanze altamente inquinanti e impattanti, che per creare l’illusione del bianco, si attaccano ai tessuti creando uno strato viscido (a volte si percepisce anche al tatto).L’impatto ambientale è enorme, ma non solo. Stiamo parlando di lavabili, la cui funzione viene compromessa da queste sostanze perché ne riducono l’assorbenza. Inoltre siamo di fronte ad elementi altamente allergizzanti spesso causa di dermatiti, irritazioni e arrossamenti, specialmente per la pelle dei bambini. Pensate quindi all’impatto che possono avere se impiegati su pannolini e assorbenti che vanno poi a contatto con i genitali!

Il pulito? E’ un’altra cosa! Infatti quando smettiamo di usare queste sostanze pian piano (ci vuole un numero considerevole di lavaggi quindi avviene dopo mesi) se ne vanno e cominciano a comparire sui nostri capi aloni inspiegabili. Provare per credere!Perché allora non usare il percarbonato di sodio, una sostanza naturale e completamente biodegradabile, che soprattutto è effettivamente sbiancante? 😀

Candeggianti:

sono sostanze chimiche a base di cloro molto irritanti e potenzialmente cancerogene; li troviamo nell’INCI con diversi nomi: sodium hypochlorite, sodium perborate, acido cloridrico, dicloroisocianurato di sodio.Sostanze altamente impattanti sull’ambiente, irritanti e ustionanti per la pelle e per quanto riguarda i nostri amati lavabili, intaccano il PUL e gli elastici.

Ammorbidenti:

Sostanze chimiche altamente inquinanti (contengono dei tensioattivi cationici e dei componenti petrolchimici che inquinano l’acqua, oltre ovviamente a danneggiare la nostra pelle), che non hanno funzione lavante, ma solo di ammorbidire e profumare i capi, salvo poi sul lungo periodo rovinarli e rendere sempre più difficile la loro pulizia proprio a causa della patina che lasciano sui tessuti.

Se pensiamo quindi ai nostri lavabili, ci rendiamo conto quanto possano influire sulla loro vita e performance: depositandosi sui tessuti ne compromettono l’assorbenza e facilitano l’insorgere di irritazioni e reazioni allergiche.

Profumi:

I profumi chimici hanno il solo scopo di profumare i nostri capi.Di contro sono però sostanze altamente inquinanti e irritanti.In questo caso non influiscono sulla durata e la resa dei nostri lavabili, ma sono sconsigliati perchè potenzialmente allergizzanti e irritanti (ricordiamoci sempre con cosa vanno a contatto i lavabili).Inoltre sono una componente protetta da segreto industriale, per cui ci risulta impossibile conoscere fino in fondo cosa realmente stiamo usando.

Ci sono anche 26 allergeni facenti parte della categoria ‘parfum’ e olii essenziali che per la loro natura fortemente irritante e allergizzante devono essere menzionati per legge nella lista degli ingredienti, date le statistiche di dermatiti da contatto causate.(li trovate a questo link)

Coloranti:

Sostanze chimiche che servono a migliorare i colori dei capi.Dato che restano sul tessuto possono irritare la delicata pelle del bambino e potrebbero compromettere l’assorbenza di inserti e pannolini.Nell’INCI li troviamo indicati con la sigla CI seguita da un numero in base al Color Index

Di seguito invece abbiamo pensato di offrirvi un breve elenco (ahimè tutt’altro che completo) delle principali sostanze che per principio di precauzione andrebbero sempre evitate perchè particolarmente pericolose e dannose per l’ambiente e per la salute.Lo scopo di questo elenco vuole essere quello di consentirvi degli acquisti consapevoli e sicuri.

Tensioattivi chimici:

I tensioattivi sono componenti fondamentali perché costituiscono il reale potere lavante in un detersivo.Esistono però tensioattivi di origine vegetale e quelli di sintesi.I tensioattivi chimici (quelli più usati sono SLES, Sodium Laureth Sulfate e SLS, Sodium Lauryl Sulfate) sono per lo più aggressivi e rovinano il mantello idrolipidico della pelle, che è quello che ci protegge dai batteri ed in generale dall’ambiente esterno.Possiamo però cercare delle alternative fra i molti di origine naturale, il cui potere lavante è il medesimo, ma senza i risvolti impattanti;di seguito vi proponiamo alcuni esempi:

♦ Coco Glucosyde e simili (ad esempio Caprylyl/Capryl Glucoside, Cetearyl Glucoside, Coco Polyglucose e così via)
♦ Cetearyl Poliglucose,
♦ Lauryl Glucoside,
♦ Ammonyum Lauryl Sulfate,
♦ Sodium Lauroyl Glutammate
♦ diversi composti con il potassio, come Potassium Cocoate, Potassium Laurate, Potassium Myristate e Potassium oleate.

Triclosan:

un derivato del fenolo e utilizzato per le sue proprietà battericide. Come per altri fenoli, questo composto può accumularsi nei tessuti degli organismi viventi e nel latte materno (e quindi essere ingerito dai neonati); un suo accumulo può causare l’alterazione della funzionalità epatica e di quella polmonare, indurre sterilità, e alterare il sistema immunitario.Bandito dal 2016 negli USA come interferente endocrino, ahimè si trova ancora in troppi scaffali.

Ftalati:

Ci sarebbe spazio e argomenti per un trattato sui motivi di pericolosità di questi composti chimici di origine petrolifera.Ci limitiamo a segnalarvi che si tratta di interferenti endocrini (aka: influiscono sullo sviluppo del sistema riproduttivo), e quindi particolarmente pericolosi per i bambini e le donne in dolce attesa, che possono risentirne anche in piccolissime dosi.

PEG Polietilenglicole e PPG

Emulsionanti etossilati. Si trovano negli INCI con la sigla PEG- seguita da un numero che indica il numero di ossidi o diossidi di etilene attaccati al composto di base: tanto più sarà alto il numero dopo la sigla, tanto più alta sarà la concentrazione e la pericolosità.Ebbene, ossidi e diossidi di etilene sono iscritti nella lista di sostanze cancerogene.I Peg non sono solo cancerogeni ma contribuiscono allo smantellamento della capacità della pelle di assorbire l’umidità e i nutrienti, lasciando il sistema immunitario vulnerabile.

EDTA:

sta per acido etilendiamminotetraacetico, è un sequestrante sfruttato per evitare la formazione e il deposito di calcare dalle acque.E fin qui tutto bene direte voi…Già, il problema è che questa sua meravigliosa funzione continua anche dopo il lavaggio, nei fiumi e nei mari, mobilizzando i metalli pesanti (mercurio, piombo, arsenico) presenti, rendendoli disponibili per i pesci che ne vengono intossicati e avvelenando l’intera catena alimentare fino all’uomo.E’ inoltre da segnalare che la sintesi parte da molecole di per sé tossiche come etilendiammina, formaldeide e cianuro di sodio.

Potremmo proseguire, ma anche così c’è molto da imparare e su cui riflettere.

Queste informazioni offrono la straordinaria opportunità di cambiare abitudini e di trovarne di più salutari per noi e per il futuro dei nostri figli.

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